Non scriverò mai più a nessuno. Se vorranno lo faranno loro. Sennò addio!

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  • 2 ore fa

Il corpo è come un giardino, e la mente è il suo giardiniere. Sta a noi decidere se in esso piantarvi orchidee o lattuga.

William Shakespeare (via doppisensi)
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  • 15 ore fa
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Più cancelli e più ti resta il segno.

Dear Jack, (via lasciatiodiare)
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  • 16 ore fa
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Lei ha cosi tanti amici… io, beh io ho me stessa.

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  • 17 ore fa
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Tanto poi tutti se ne vanno, che senso ha affezionarsi? Abituarsi ad una voce, un sorriso, un abbraccio, una risata se poi resta solo il vuoto e la mancanza?

(via i-hate-this-shit)
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  • 17 ore fa
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  • 17 ore fa
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mi chiedo dove sei,
qui non ci sei

(via vogliochediventifortee)
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  • 17 ore fa
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  • 19 ore fa
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A volte preferirei soffrire io che vedere persone alle quali tengo star male.

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  • 19 ore fa
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  • 20 ore fa
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  • 20 ore fa
  • 10

Dici di amare la pioggia, ma quando piove apri l’ombrello.
Dici di amare il sole, però cerchi l’ombra quando arriva.
Dici di amare il vento, ma chiudi la finestra quanda soffia.
Ecco perché ho paura quando dici di amarmi.

William Shakespeare (via stichnocattivo)
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  • 20 ore fa
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Vorrei solo abbracciarlo, semplicemente questo.

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  • 21 ore fa
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Il meglio deve ancora venire: In realtà mi sono reso conto che tantissima gente ha bisogno di sentirselo dire, e non conta l’età.

Luciano Ligabue. (via innamoratadelliga)
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  • 21 ore fa
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  • AnonimoSalve, professore. Potrei farle una domanda ipotetica? Faccia finta che io, sia una sua alunna, quella che si nasconde dietro all'ultimo banco, quella che sorride e le dice "Buongiorno, prof! Come sta, oggi?"; quella che non va bene a scuola, lei, che dovrebbe insegnarmi a sopravvivere in questo mondo, cosa mi direbbe per far smettere ai mostri di nutrirsi delle mie paure, delle mie lacrime, dei sogni che tutti mi hanno detto di dimenticare? Cosa farebbe ipoteticamente parlando?
  • entropiclanguage

    In classe? 

    Niente.

    Perchè non prendiamoci in giro, Anon, e qui sembra che tutti ci stiamo prendendo un po’ in giro, corrosi da film libri e spettacoli.

    Tu, da sola, sei quell’alunna va bene?

    Ed io, quando entro in classe, vedo te.

    Poi vedo lo studente che so avere problemi familiari, e che la notte non riesce a dormire.

    Poi vedo lo studente che si taglia, lo riconosco da come indossa le felpe, o da come non si vuole levare la giacca.

    Vedo la ragazza che è vestita con tutte le cose di marca, e so che è così solamente perchè i genitori non hanno il tempo di amarla, e compensano solamente con regali su regali.

    Vedo il ragazzo che si droga.

    Vedo il ragazzo che ha il padre che beve.

    Vedo la ragazza che rischia l’anoressia.

    Vedo quella che ha tentato il suicidio

    Vedo tutti loro, assieme a te.

    Tu, Anon, ipoteticamente, entri in classe, e l’unica persona che vedi sono io, come insegnante. Ed è a me che chiedi aiuto.

    Io, quando entro, vedo ognuno di voi alunni, ognuno col loro problema, e tutti chiedono a me aiuto.

    Ed io so che dentro la classe, se porgessi la mano ad una di quelle persone, le altre la guarderebbero come si guarda una persona che ha avuto qualcosa che a loro è stato negato.

    Tu saresti quella che io ho aiutato, e loro sarebbero stati quelli - per quel giorno - senza risposta.

    Ed allora la ragazza che ha tentato il suicidio penserà “perchè no”
    Quello che si taglia, tornerà a casa e si taglierà.
    Quello con problemi familiari rischierà di urlare a suo padre, e voleranno schiaffi.
    Quello che si droga prenderà una dose di troppo.
    Quello che ha il padre che beve, forse deciderà di imitarlo.

    E così via, come piccoli pezzi di domino, crollati uno dopo l’altro perchè il gesto che serviva a loro, lo hai ricevuto te, al posto di altri.

    Stai immaginando la scena?

    Perchè voglio che davvero ti rimanga impressa nella testa, Anon.

    Voglio - se devo insegnarti davvero a vivere - trasmetterti questa prima lezione: 

    C’è sempre una conseguenza a tutto quello che facciamo.

    E la nostra felicità, spesso, sarà fonte di dolore per gli altri.

    E chi è troppo chiuso a pensare che basti un singolo gesto d’aiuto per creare un’atmosfera felice, chi davvero crede che basti un sorriso ad una singola persona, in certi momenti, per rendere tutti gli altri felici, spesso crea più distruzione che supporto.

    Ora che hai immaginato questa scena, ecco cosa farei:

    Quando la lezione è finita. Quando sono riuscito - a fatica  - a tenere in equilibrio ognuna di quelle vite, senza sbilanciarmi troppo su uno, o troppo sull’altro, senza far sì che nessuno si sentisse escluso e tradito, mi dirigerei non da te, a fine lezione, quando tutti stanno uscendo.

    Ma mi dirigerei da quello che ne avrebbe davvero più bisogno.

    E sì, potresti essere te, ma potrebbe essere un’altra persona.

    Tu non puoi saperlo, Anon, perchè quando si sta male conta solo il proprio dolore.

    Io devo saperlo, perchè questo fa parte dei miei compiti.

    E darei quell’abbraccio a lui, non a te.

    Potrebbe venire anche il giorno in cui mi accorgerò che i tuoi fantasmi, quella mattina, saranno più pesanti di quelli degli altri.

    E quel giorno ti accorgerai che è così, perchè io sarò lì, quando non ci sarà nessuno a guardare che possa sentirsi tradito.

  • Ho messo via

    amoresofferenza:

    isth4tyuan:

    Lo rebloggherò ogni volta che mi capiterà in Dashboard, perché le sue parole sono davvero troppo belle.

    Dio, è fantastico!

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  • 21 ore fa
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